Message in a bottle
Quando ero piccola scrivevo sui muri. Non per ribellione, scrivevo per affidare qualcosa, un messaggio. Non sapevo a chi fosse rivolta quella frase, quel pezzo di canzone, quella citazione. Ma forse il bello era proprio quello. Mi piaceva l’idea che qualcuno, passando per caso, si fermasse un momento e leggesse. Per poi andare via insieme a quelle parole che non erano più solo mie. Diventavano di chi le incontrava.
Non scrivo più sui muri. Ma scrivo ancora.
Scrivo perché è il mio modo di lasciare messaggi senza pretendere risposte.
Perché la scrittura è un atto di consegna. Perché alcune cose esistono anche quando vengono date a uno sconosciuto.
Frammenti, pensieri, storie. Messaggi in una bottiglia.
Se arrivano a riva, se arrivano a te, allora va bene così.
Foto di Atlantios
Una stanza tutta per sé
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